Genova, 7–10 settembre 2027

CALL FOR PAPERS XIII Congresso AISU · LA CITTÀ FERITA | GLI SPAZI URBANI COME LUOGO DI CONFLITTI, VITA, MEMORIE THE WOUNDED CITY | URBAN SPACES AS SITES OF CONFLICTS, LIFE, AND MEMORY AISU. SCADENZA PER L’INVIO DELLE PROPOSTE: 18 OTTOBRE 2026

La costruzione di complessi conventuali, spesso di grandi dimensioni fin dalla fondazione e in crescita nel corso dei secoli, è un fenomeno che accomuna la maggior parte delle città europee tra il basso medioevo e l’età moderna. A partire dalla diffusione degli ordini mendicanti, fino alle molteplici espressioni di vita religiosa regolare sviluppatesi nei contesti urbani e, successivamente, all’insediamento in città degli ordini di matrice benedettina, queste fondazioni hanno via via occupato aree strategiche (periferiche e/o centrali) dei centri urbani che le hanno accolte, e a tratti subite. Esse hanno rappresentato punti di riferimento tangibili, incidendo sulla configurazione fisica della città, ma anche su dinamiche e pratiche sociali e sull’uso dello spazio urbano. Nel corso della stessa età moderna, esigenze legate alla difesa e fortificazione delle città in contesti e momenti di grande conflittualità — si pensi allo scontro tra l’armata cristiana e quella ottomana tra XVI e XVII sec. — hanno talvolta richiesto il “sacrificio” di tali edifici, soprattutto quelli sorti in prossimità delle mura urbiche. In età contemporanea, poi, a partire dal XIX secolo e con la progressiva laicizzazione delle compagini urbane e della società stessa, questi complessi sono stati frequentemente “espropriati” e assegnati a nuove, e non di rado improprie, funzioni; talvolta, invece, è iniziato un lento processo di abbandono e dismissione che ha portato a un inesorabile deterioramento delle fabbriche. In diversi casi, ancora soprattutto per i complessi sorti a ridosso delle mura, si è proceduto alla parziale o totale demolizione degli edifici (talvolta risparmiando solo le chiese e decontestualizzandole), per procedere alla sostituzione di interi brani di città con nuove funzioni e attrezzature. Simili operazioni hanno prodotto vere e proprie ferite urbane, tanto in senso materiale quanto rispetto alla fruizione, alla sfera sociale e relazionale, e alla memoria. La sessione intende ragionare intorno alle dinamiche e agli esiti di tali fenomeni, tanto per l’età moderna quanto per l’età contemporanea nel contesto delle città europee. Le proposte potranno riguardare la costruzione di panoramiche diacroniche e ad ampio raggio territoriale, o concentrarsi su singoli casi di studio. Muovendo dalle esperienze maturate nell’ambito del progetto internazionale “La città medievale. La città dei frati” (https://www.friarscity.eu/), la sessione accoglie proposte dedicate ai conventi degli Ordini Mendicanti, ma estende la riflessione ai complessi delle Osservanze di età moderna, maschili e femminili, e ai processi di urbanizzazione dei monasteri, soprattutto delle religiose che trovano accoglienza in città. Saranno bene accetti approcci multidisciplinari e interdisciplinari, che diano conto della complessità dei fenomeni nella ridefinizione del patrimonio costruito, e agli effetti sulla storia urbana.
Le proposte dovranno essere presentate seguendo puntualmente la procedura indicata sul sito ufficiale del Congresso clicca qui ↗
Si invita inoltre a inviarne contestualmente una copia a ilaria.papa@polito.it, così da consentire un controllo incrociato delle proposte pervenute
Nell’ambito della sessione saranno privilegiate le proposte di paper rispetto a quelle di poster
 

Pubblicato il: 14/09/2026